La credenza
Dalla finestrella filtrava una luce grigia come il cielo su Banir. Spente le pagliuzze argentate che di solito splendevano sugli edifici color sabbia della capitale, come stelle nelle notti senza lune; coperte dagli ammassi di nuvole cariche di pioggia. La città sorgeva su un colle solitario in mezzo alle pianure della contea di Ca’ Mampagna. La Città di Sabbia e Argento, la chiamavano. Amario stava dietro il bancone della sua bottega. Lo sguardo perso. Il sorriso astuto non gli increspava il volto. Una profonda tristezza aveva spento il suo sorriso. Con gli infissi chiusi non sentiva cosa accadeva oltre la porta del negozio, ma ormai da settimane era lo stesso: il viavai della capitale s’era fermato. Al mercato si trovavano solo le bancarelle di pochi temerari o disperati. I nobili e i ricchi erano scappati nelle campagne. Nessuno comprava se non lo stretto indispensabile. Con i volti coperti da sciarpe o lembi di stoffa, la gente di Banir si aggirava per la città scrutando gli altri ...