02 il Viaggio di Giuse de Rose - Astri, alberi e finestre aperte
Lasciare Anàrkia è stato difficile. Mi ero abituato alle sue case colorate, ai suoi personaggi caratteristici. Non ho più visto Occhi di Nebbia dopo la prima sera, ma ho avuto modo di udire altre versioni della storia di Kalù. Sono rimasto in città per otto giorni, dopodiché sono partito con una carovana diretta a Proxima. Abbiamo costeggiato boschi, percorso strade in aperta campagna. Abbiamo attraversato lo stretto dei Rigesi: un luogo di un incanto unico, dove la Mezza Luna Bianca incontra il mare, lasciando un angusto passaggio a malapena sufficiente a far passare tre cavalli affiancati. Abbiamo attraversato tre fiumi, fino a giungere a Proxima. Difficilmente avrei potuto immaginare una città più diversa da Anàrkia: al posto delle case colorate che mi avevano accolto già da lontano, guardando con il binocolo dalla nave della capitana Silenia, una distesa di edifici bianchi sorgeva tra i boschi come un unico essere. Ma non erano dipinte. Erano costruite usando grosse pietre bianche ...

